Ricoh propone prodotti tanto innovativi quanto inutili.
Ricoh ha deciso di investire il suo futuro (?) su un nuovo tipo di tecnologia: sensori intercambiabili.

RICOH GXR SYSTEM
Un dubbio mi viene: ma a chi potrebbero mai interessare dei componenti di questo tipo? A cosa dovrebbe servire cambiare sensore? Rimango ancora più perplesso quando vedo che nessuno dei sensori raggiunge il pieno formato, anzi si avvicinano a quelli di una bridge. E il prezzo? Corpo macchina Ricoh GXR 459,00 € circa; sensore CMOS formato APS-C (23,6 mm x 15,7 mm ) da 12,30 megapixel con obiettivo GR A12 50 mm F2.5 Macro 670,00 € circa; sensore CCD da 1/1,7 pollici con risoluzione di 10 megapixel e obiettivo Ricoh S10 24-72 mm F2.5-4.4 VC. 370,00 €.
Ma la RICOH non poteva semplicemente continuare a produrre stampanti?
Francia: multa ai foto-ritocchi?
La notizia, di quasi due mesi fa, è passata inosservata ai media italiani dunque anche al sottoscritto, almeno fino ad oggi.
In Francia a fine settembre è stato proposto un disegno di legge ad hoc per contrastare il recente marcato utilizzo di Photoshop in ambito editoriale e pubblicitario. Valeriè Boyer, la deputata francese in questione, ha proposto di far inserire la dicitura “fotografia ritoccata per modificare l’apparenza fisica delle persone” su ogni immagine incriminata.
E’ innegabile che gli effetti di questo modo di agire in campo editoriale stanno portando a una concezione distorta nella vita di tutti i giorni, ma non mi sento di incolpare per questo solo le riviste o i giornali. E’ sufficiente accendere la TV per constatare che la maggior parte dei personaggi televisivi hanno usufruito della chirurgia plastica.
La multa prevista per questo ‘reato’ è stata quantificata in 37.500 euro. Secondo la Boyer la stessa norma dovrebbe essere applicata anche ai messaggi pubblicitari stampati su prodotti di bellezza ed alimentari e ai manifesti politici ed elettorali. Beh, possiamo stare tranquilli noi italiani: Berlusconi non lascerebbe mai passare una legge del genere!

Evidente caso di foto-ritocco.
H4D-60 a 28.995 €
Avete presente quei posters che trovate nelle grandi metropoli che ricoprono la facciata di un intero palazzo?
Vi siete mai chiesti con che macchine fotografiche vengono realizzate quelle fotografie?

H4D
Fujifilm FinePix Real 3D
Quando i gatti dormono i topi ballano, mi viene da dire. Mentre Canon e Nikon continuano nella loro imperturbabile lotta sugli alti ISO, succedono ben due cose: la prima la sapevate già, ovvero che Sony ha aumentato di gran lunga il suo fatturato grazie alle sue prime reflex digitali professionali; la seconda (appena sfornata) è che Fujifilm ha immesso nel mercato la prima macchina fotografica 3D. Non si tratta di una soluzione per professionisti, questo è certo, ma qualcosa di nuovo in questo monotono mondo delle tecnologie fotografiche ci voleva proprio.
La FinePix Real 3D è una macchina fotografica compatta per appassionati spendaccioni e lo dimostra il design tipico di un cellulare d’ultima generazione. La prima interessante novità consiste nella costruzione del corpo macchina che vede al suo interno ben due ottiche e due sensori CCD. Questo, insieme al monitor 3D vi permetterà di vedere le fotografie che realizzate. Rimane il dubbio di come saranno le fotografie viste invece sul monitor di casa, ma per ora non ci è dato sapere come si farà…
La seconda intrigante novità è la possibilità, cambiando la modalità da 3D a 2D, di poter scattare con due obiettivi a focali diverse ma contemporaneamente. Peccato che una soluzione del genere non potrà essere adottata nelle reflex digitali (ci vorrebbero due obiettivi e diventerebbe ingestibile), sarebbe una vera manna dal cielo per i fotogiornalisti d’assalto.
Il prezzo di questo ‘gioiellino’ è di ben 899 €. Se ne approfittano, è evidente.
La crisi? (di nervi)
Oggi ho concretizzato un pensiero che avevo in testa già da un po’. Spesso i clienti non mirano alla qualità quanto alla praticità e alla velocità nella realizzazione di alcune fotografie che dovrebbero rappresentare la loro attività commerciale. Tutto questo la maggior parte delle volte sfocia nella mediocrità più assoluta.
Questa è una di quelle circostanze in cui fare il mio lavoro non mi piace, non mi soddisfa. Anzi, mi demoralizza.
Lexar Professional ExpressCard: comodità a portata di mano.
Ogni bravo fotogiornalista che si rispetti porta sempre con se notebook e lettore di Compact Flash, così da poter spedire via FTP le proprie foto alle agenzie, redazioni, etc. Io non mi occupo di fotogiornalismo, ma uso card reader e insieme tanti altri ci siamo sempre dovuti adattare a lettori universali di marche più o meno sconosciute, senza raggiungere mai l’eccellenza in termini di performance.
Tutto questo fino ad oggi. La LEXAR ha da poco presentato il Lexar Professional ExpressCard™ CompactFlash® Reader per PCi. Velocità fino a 133 MB/s (se supportata anche dalla CF naturalmente) e una praticità notevole (mai più cavi USB sparsi). Il prezzo purtroppo è ancora un dilemma.

Lexar Professional ExpressCard
iMac 27″: soluzione per fotografi
L’iMac da 27 pollici appena presentato dalla Apple è la soluzione ideale per tutti i fotografi. Non c’è nulla di più comodo di poter lavorare in uno schermo così grande, retroilluminato LED (ergo con una ottima nitidezza) e delle prestazioni più che buone. Il prezzo è quello che ci aspettavamo dalla Apple, ne più ne meno per un buon prodotto appena sfornato: dai 1499 € ai 1799 €.

Intel Core i5 a 2,66GHz, Risoluzione 2560x1440, 4GB di memoria, Disco rigido da 1TB, Grafica ATI Radeon HD 4850 con 512MB.
Per chi non può permettersi questo gioiello, ma non vuole rinunciare ad avere il proprio Mac, vi comunico che la Apple ha anche aggiornato il parco Mac Mini, rendendoli attuali in termini di prestazioni. La spesa è di circa 749 €.

Intel Core 2 Duo a 2,53GHz, 4GB di memoria, Disco rigido da 320GB, 1 SuperDrive doppio strato 8x, Grafica NVIDIA GeForce 9400M, Mac OS X Snow Leopar
D3s e EOS-1D Mark IV: prodotti commerciali
L’annuncio della Nikon D3s e della EOS-1D Mark IV mi ha lasciato parecchio perplesso. Ma ce n’era davvero bisogno? ISO così alti, ma quando si usano? Video HD, ma se fai il fotografo quand’è che farai il video? Non è possibile fare tutto in contemporanea.
La qualità raggiunta in questi anni dalle reflex digitali è impressionante. L’ultimo traguardo è stato quello di introdurre i video HD nelle macchine fotografiche. Ma era davvero necessario? Il divario tra fotografi e video makers era già pericolante. La situazione è destinata a peggiorare: alcuni fotografi si reputeranno anche operatori video, e così ruberanno fette di mercato ad un prezzo stracciato rispetto a chi fa questo lavoro da anni e con qualità superiore.

Bolgia tra video operatori e fotografi

